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03
2010
“Raccolgo il grido di allarme che arriva dai dirigenti delle aree protette del Lazio, che segnalano come la situazione di cronica carenza di risorse stia pregiudicando le potenzialità dei parchi e azzerando il lavoro svolto sino ad oggi. Dobbiamo essere al loro fianco, ascoltando i bisogni delle comunità locali e dei lavoratori delle aree protette per costruire insieme un New Deal che garantisca ai parchi investimenti adeguati, con un utilizzo razionale dei fondi e durature ricadute occupazionali”. È quanto afferma Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio, commentando la lettera scritta dai vertici di 12 aree protette contro i pesanti effetti dei “tagli ricorrenti” (la riduzione dei fondi nel 2010 sarà di 1,3 mln di euro).
“Bisogna ricordare che negli ultimi anni si sono aggiunti nel Lazio 12 mila nuovi ettari di aree protette, con l’istituzione di importanti parchi e riserve – sottolinea Gubbiotti - portando così a 283 mila gli ettari totali messi sotto tutela nella regione (pari al 12,66% dell’intero territorio). Molto resta però da fare, a partire dalla realizzazione dei nuovi parchi del Tevere, dei Lepini e della Tolfa. Occorre poi potenziare l’attività di tutela attiva nelle aree protette, procedere ad un’opera di forestazione e attivare progetti innovativi nei settori dell’agricoltura e della ricettività turistica. Vanno infine chiusi i piani d’assetto non ancora definitivamente approvati, a partire da quelli dell’ambito romano (Appia-Castelli-Veio), ma anche Aurunci e Nazzano”.
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Tag:Agricoltura, Aree protette, Turismo
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03
2010
“La candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020 esercita un grande fascino sui cittadini romani, il dossier ha parole d’ordine come recupero e riqualificazione che sono certamente l’unica via possibile, il parco del Tevere sarebbe un sogno finalmente realizzato. Ora si tratta di tradurre queste idee in un progetto, partendo dai vincoli archeologici e paesaggistici dell’area di Tor di Quinto che devono essere considerati intoccabili, eliminando da subito qualsiasi ipotesi di procedura accelerata tipo quelle dei Mondiali di Nuoto e dandosi l’obiettivo di non avere un nuovo metro quadrato di suolo consumato per il villaggio olimpico e le altre strutture e un uso finale pubblico delle nuove realizzazioni”. Così Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, ha commentato la candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020, partecipando alla presentazione del dossier all’Auditorium.
“Molto dipenderà dalla capacità di utilizzare bene i massicci investimenti a disposizione, su tre fronti prioritari per cui le Olimpiadi potranno essere un’imperdibile occasione di miglioramento - prosegue Parlati - per primo i trasporti pubblici, dove l’eredità da lasciare alla città potrebbe essere enorme, grazie alla chiusura dell’anello ferroviario, all’incremento di linee metropolitane, della rete tranviaria, del bike e car sharing, ma anche con un nuovo parco di mezzi ad idrogeno; secondo la valorizzazione turistica della città, a partire dalla pedonalizzazione del centro storico; terzo la modernizzazione della miriade di piccoli impianti sportivi già esistenti, privilegiando quelli pubblici e garantendo l’accessibilità di quelli privati, attraverso un bando con precisi criteri e obiettivi. Un progetto collettivo da costruire insieme - conclude Parlati - con un largo comitato ed un osservatorio indipendente di alto profilo, puntando tutto sull’innovazione e la sostenibilità, con la possibilità per Roma di contribuire a costruire un mondo diverso e migliore”.
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