Legambiente non ci sta. Anche se Roma non ha aderito alla Domenica a piedi promossa da ben 169 Comuni italiani, l’associazione ambientalista ha chiesto a tutti i cittadini di mettersi in sella alla bicicletta, indossare i pattini o uscire a piedi nei quartieri e nelle ville, così come nello splendido scenario di via dei Fori Imperiali, per una Domenica a piedi auto-organizzata. Nella Capitale l’aria è fuorilegge un giorno su quattro dall’inizio dell’anno per le concentrazioni di polveri sottili Pm10, per un totale di 88 episodi di superamento dei limiti normativi europei nelle centraline della rete Arpa, con il podio della peggiore conquistato da Cinecittà, a quota 14.
In via dei Fori Imperiali questa mattina Legambiente ha srotolato il maxi striscione giallo No allo Smog occupando simbolicamente la strada tra le antichità della città. E’ trascorsa così, lungo una delle vie più belle del mondo, una tranquilla giornata di relax a piedi. Una Domenica accompagnata da animazione per i più piccoli, stand su efficienza e risparmio energetico e su fonti rinnovabili, palloncini e materiale informativo. E rigorosamente senza le auto, principali responsabili dello smog nelle aree urbane del nostra Paese, nonché delle emissioni di gas serra a cui principalmente si devono i mutamenti climatici.
Il Lazio con ben 674 auto e 114 motocicli ogni 1000 abitanti, si piazza secondo in Italia per tasso di motorizzazione, con un parco veicolare complessivo comprendente 3.795 autovetture, 640.834 motocicli, 444.801 mezzi per il trasporto merci (dai dati Aci contenuti nel rapporto Ambiente Italia). Mentre ai trasporti regionali si deve il 42% delle emissioni di CO2, corrispondenti a ben 11 milioni di tonnellate di anidride carbonica all’anno, tre quarti delle quali (75%) provengono dal territorio metropolitano di Roma (dati Lazio Inventario Annuale delle Emissioni di gas serra pubblicato da Enea nel 2009, con riferimento al 2005).
“E’ una magra consolazione pensare che i livelli di smog della Capitale sono inferiori a quelli di altre città come Milano o Torino, quando un giorno su quattro dall’inizio dell’anno l’aria è fuorilegge e rappresenta un un pericolo per la salute e per l’ambiente - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio - Serve un piano straordinario per il trasporto pubblico e la mobilità sostenibile per cambiare in maniera definitiva il volto di Roma e del Lazio, contro smog e cambiamenti climatici, con un partenariato pubblico privato di investimenti per 3,8 miliardi di euro, aprendo un grande cantiere di occupazione verde. E’ la metà del costo dell’infausto secondo anello GRA, stimato in 6 miliardi di euro dall’Anas - ha ricordato Gubbiotti - che si potrebbe utilizzare per opere utili quali i prolungamenti delle metro A da Battistini a Casal Selce e da Anagnina a Romanina, della metro B1 da piazzale Jonio al GRA; la chiusura dell’anello ferroviario; l’acquisto di 15 nuovi treni per i pendolari e la realizzazione di 20 nuove linee tranviarie e 5 nuove linee filobus, con 1.000 chilometri di corsie preferenziali protette; e per la mobilità sostenibile 200 nuove auto del servizio car sharing e 5.000 nuove postazioni bici per il bike sharing e infine un ambizioso progetto di completa elettrificazione del trasporto pubblico nel centro storico della Capitale, per pedonalizzare l’area del Colosseo, togliendo il ruolo di spartitraffico al più bel monumento del mondo”.
Nella Capitale, la centralina di Cinecittà, a quota 14 sforamenti, è seguita da Corso Francia e Preneste con 13, Tiburtina con 12, Fermi con 11, Magna Grecia con 8, Arenula con 6, Cipro con 5, Villa Ada con 4 e Bufalotta con 2. Una situazione che determina un rischio per la salute umana, considerato che tutte le ricerche affermano ormai con chiarezza la relazione tra picchi di smog e incremento dei ricoveri e della mortalità, ultimi i recenti dati dello studio internazionale Epiair, che evidenziano una correlazione scientificamente dimostrata tra i picchi di smog ed il numero dei morti ed i ricoveri per malattie cardio-vascolari e respiratorie. Roma è compresa, tra l’altro, tra le 132 aree di dieci Paesi europei nei cui confronti è stato aperto un procedimento di infrazione dalla Commissione europea, proprio a causa del livello delle Pm10, che entro il 2011 esporrà il nostro Paese all’ennesima sanzione annunciata da parte dell’Unione europea.
“Crediamo che il sindaco Alemanno abbia sbagliato a non aderire al blocco del traffico che hanno messo in atto altre centosessanta città italiane di tutti i colori politici. Un’azione del genere avrebbe avuto un alto valore sia concreto che simbolico - hanno dichiarato Lorenzo Parlati e Cristiana Avenali, presidente e direttrice di Legambiente Lazio - Anche a Roma i livelli di smog sono allarmanti, non è giusto abituarci a considerarli inevitabili, e nell’attesa di provvedimenti strutturali a favore del trasporto pubblico e contro l’invasione delle auto private, intanto è importante rispondere alle emergenze per ridurre al minimo il rischio per la salute. Torniamo a chiedere di riprendere iniziative come le domeniche a piedi o le targhe alterne, che sono tra l’altro previste nel Piano di Risanamento della qualità dell’aria adottato qualche mese fa dalla Regione Lazio, ma sono appena state rilanciate anche nell’ambito del tavolo tra il neonato Coordinamento permanente dei Comuni contro le polveri sottili e il ministero dell’Ambiente”.
Tra le iniziative in discussione a livello nazionale ci sono infatti: misure straordinarie, anche su vasta scala, razionalizzazione dell’uso dell’auto privata, misure emergenziali se oltre il 60% delle centraline supera il limite dei Pm10 per oltre cinque giorni. L’Anci ha chiesto, invece, al Governo di avviare un piano triennale nazionale di risanamento della qualità dell’aria, con interventi strutturali a sostegno delle politiche urbane, la sostituzione del parco dei mezzi pubblici inquinanti con quelli a basso impatto ambientale e la riduzione della velocità nei tratti autostradali nei periodi di massima criticità, oltre che di permettere ai Comuni di investire risorse escludendo dal patto di stabilità gli investimenti per la riduzione delle emissioni inquinanti; così come la possibilità di incentivi per le città che promuovano misure ed azioni volte a ridurre le emissioni di inquinanti.
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