Un parco inter-regionale del fiume Tevere per una concreta messa in sicurezza

16 03 2010

tevere.jpgNel Comune di Roma sono ben 552,66 gli ettari classificati come a “rischio idrogeologico molto elevato” R4 ricadenti nel bacino del Tevere, un territorio fragile tra Ponte Milvio, le aree dell’Aniene e la foce del fiume del quale tornare ad occuparsi nei momenti lontani dalle drammatiche emergenze per alluvioni e frane. È questo uno dei temi centrali messi a fuoco nell’ambito del Convegno “Un patto per il Tevere. Proposte e azioni per la riduzione del rischio idrogeologico” organizzato presso la Sala della Mercede della Camera dei deputati, dove Legambiente e Anci hanno sottoscritto il Patto per il territorio, con dieci impegni per la concreta azione di mitigazione del rischio.

“Se il territorio è la più importante infrastruttura del Paese, la sua gestione, volta alla mitigazione del rischio idrogeologico, è tra le più importanti opere pubbliche – ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio - Basta gridare all’emergenza dopo i disastri, puntiamo piuttosto a proposte per una concreta azione di messa in sicurezza, secondo le parole d’ordine riqualificazione del territorio, diminuzione del consumo di suolo, delocalizzazione dei beni esposti. Per questo, proponiamo sin dagli anni ‘90 la creazione del parco inter-regionale del Tevere, uno strumento di tutela e valorizzazione degli ambiti fluviali ed un’occasione di sviluppo e pianificazione sostenibile del territorio intorno al fiume. E ribadiamo invece il nostro fermo no al nuovo porto di Fiumicino, un gigante di cemento nel pieno della foce del Tevere, uno di quei progetti assurdi e sbagliati che continuano ad essere approvati, anche purtroppo con il benestare dall’Autorità di Bacino”.

Proprio per battere il rischio idrogeologico e valorizzare il bacino, Legambiente ha riproposto l’istituzione del Parco Fluviale Interregionale del Tevere, un’idea strategica che fu inserita proprio su proposta di Legambiente tra le priorità della Legge Regionale sui parchi vigente nel Lazio. Ma allo stesso tempo non si può continuare ad approvare progetti devastanti come quello del nuovo Porto di Fiumicino, il più grande porto del Lazio e d’Europa, in una splendida area classificata a “rischio idrogeologico molto elevato (R4)”, per un totale di circa 129mila metri cubi di cemento, 105 ettari di demanio consumati e 1.445 posti barca.

Il bacino del Tevere, di 17.375 kmq di estensione, racchiude luoghi importanti e meravigliosi: i 7.194 kmq che ricadono nel Lazio, coinvolgono 201 Comuni (il 53,3% su 377 complessivi), per un totale di 1.076 frazioni o centri abitati, che ospitano oltre 3 milioni di abitanti. Un territorio ricco della storia, della natura e della cultura che in migliaia di anni si sono stratificate in un modo irripetibile: oltre 200 luoghi di interesse storico e naturalistico, con almeno 60 diversi prodotti tipici e quasi 80 sagre e mercatini di artigianato, secondo uno studio di Legambiente.

“Basta compromessi sulla pelle del Tevere e dei suoi abitanti. Il clima cambiato sta portando ad eventi estremi sempre più frequenti e pericolosi, bisogna allora cambiare passo per rispondere a questa nuova situazione - ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio – La pianificazione di bacino coglie molto bene tutti questi aspetti, va resa operativa stoppando progetti scellerati e rispettando i vincoli, con precise misure di salvaguardia, cogliendo la fragilità di questi territori come una grande opportunità per il futuro del Lazio. Servono scelte politiche chiare e vanno investiti i fondi per raggiungere il risultato, visto che ad oggi sono stati stanziati solo 60 milioni di 1,7 miliardi di Euro stimati dall’Autorità di bacino del Tevere nel Piano di Assetto Idrogeologico”.

Solo il 4% del totale degli investimenti per il PAI è stato reperito, per gli interventi da attuare per le aree a rischio frana, a rischio idraulico, per la manutenzione ordinaria e contro i dissesti di basso rischio per il reticolo minore. A dimostrazione di come le risorse in questo settore sono sempre più difficilmente reperibili e come sinora, invece, all’aumentare delle spese per una presunta messa in sicurezza, è corrisposta una contemporanea crescita delle spese in interventi straordinari per alluvioni, con una una dissipazione di risorse economiche. Complessivamente nel Comune di Roma sono a rischio oltre 1.800 ettari, ricadenti nel bacino del Tevere: ai 552,66 ettari classificati a “rischio idrogeologico molto elevato” R4, se ne aggiungono 319,48 a “rischio elevato” (R3, 0,27%) e 935,10 a “rischio medio” (R2, 0,79%).



Rimossi i cassoni di amianto sul Tevere nuova segnalazione da scuola “Magnani”

3 03 2010

scuola.jpgQuesta mattina gli operatori dell’Ama hanno proceduto alla rimozione dei cassoni di amianto abbandonati da ignoti la scorsa settimana sulle banchine del Tevere, vicino a Ponte Milvio. “Siamo soddisfatti per l’intervento, da noi più volte sollecitato – commenta Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio – finalmente è stata messa in sicurezza una situazione molto pericolosa, nata da un comportamento criminale che non può godere di alcuna tolleranza: non è possibile, inoltre, che controlli e rimozioni avvengano solo su pressione delle associazioni come Legambiente. Le istituzioni devono fare sino in fondo la propria parte”.

“Quello delle discariche abusive, e in particolare dell’abbandono indiscriminato e illegale nell’ambiente di rifiuti pericolosi come quelli contenenti eternit, è un fenomeno in costante crescita - sottolinea Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - come dimostrano i quasi cento casi seguiti negli ultimi mesi dall’Osservatorio regionale Ambiente e legalità nel Lazio”.

È di oggi la segnalazione dei genitori degli alunni che frequentano la scuola materna ‘Anna Magnani’ in via Val Maggia nel Municipio IV, che hanno denunciato come in un locale del plesso scolastisco, frequentato quotidianamente da numerosi scolari in età infantile, ci sono dei cassoni in eternit in disuso, con coperture lesionate e scheggiate. Le porte di metallo che dovrebbero sbarrare l’accesso al locale sono divelte, per cui è possibile accedervi liberamente.

“Chiediamo alle autorità preposte di intervenire per l’immediata messa in sicurezza della scuola e a tutela della salute dei minori che la frequentano – conclude Maurizio Gubbiotti – e sollecitiamo un accertamento delle eventuali responsabilità per la violazione della normativa in materia di smaltimento di rifiuti pericolosi. Invitiamo, infine, tutti i cittadini ad utilizzare il numero verde 800-911856 e la mail legambiente.legalita@email.it per segnalare altre ‘emergenze amianto’ all’Osservatorio Ambiente e legalità nel Lazio”.

Fotografie sul sito LaQuartaOnLine.it



Amianto sul Tevere, vicino a Ponte Milvio un deposito illecito di cassoni in eternit

27 02 2010

cassoni.jpgDieci cassoni di amianto giacciono abbandonati in modo criminale sulla sponda del Tevere sotto Ponte Milvio. La loro presenza è stata accertata da Legambiente, dopo un sopralluogo compiuto in seguito ad una segnalazione, a seguito del quale è stato immediatamente inviato un esposto alle autorità competenti per chiedere “l’immediata rimozione” e “l’adozione di tutti i provvedimenti che si riterranno più opportuni ed idonei ai fini del ripristino di adeguate condizioni ambientali nell’area ivi indicata”.

“Quei vecchi cassoni dell’acqua in eternit sono pericolosi, le polveri di amianto sono cancerogene, è incredibile che possano essere abbandonati in modo così criminale, lungo le sponde del nostro Tevere sotto Ponte Milvio, con il rischio che l’amianto si disperda nelle acque. Chiediamo all’AMA la rimozione immediata – ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria di Legambiente e candidato alle regionali nella testa di lista dei ‘Verdi per Bonino’ - E’ sconcertante anche pensare che qualche condominio della zona probabilmente crede di aver smaltito i cassoni in modo corretto, tramite ditte autorizzate, che invece troppo spesso furbescamente li abbandonano illegalmente. Per questo, invitiamo anche chiunque riconosca nelle foto quei cassoni a prendere contatto con Legambiente, in modo da procedere alla individuazione dell’azienda responsabile dello smaltimento illecito per punire i responsabili per quello che è un reato penalmente perseguibile”.

In Italia sono almeno duemila le morti all’anno morti causate dall’esposizione alla polvere di amianto che provoca il mesotelioma pleurico, mentre sono state novemila dal 1993 al 2004, e i numeri purtroppo sono ancora destinati a crescere per via del periodo di latenza della malattia. L’Italia, secondo produttore europeo di amianto fino al 1992, quando la legge lo ha messo al bando, ha prodotto e commercializzato la fibra killer per anni in tutto il Paese e oggi sono 54 i siti di interesse nazionale da bonificare. Senza contare gli innumerevoli micrositi, costituiti da tettoie, canne fumarie, tamponature di edifici e serbatoi d’acqua sparsi per tutto il territorio nazionale che richiedono un’opera di risanamento e messa in sicurezza che riguarda anche gli enti locali.

“Dei novantadue esposti seguiti negli ultimi mesi dall’Osservatorio Ambiente e Legalità nel Lazio circa un terzo riguarda discariche abusive e deposito illecito di rifiuti pericolosi, contenenti anche eternit – ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio - Una situazione molto preoccupante, visto anche che gli esperti prevedono un picco del mesotelioma pleurico nel prossimo decennio, legato all’esposizione indiretta più che a quella professionale. Le segnalazioni dei cittadini di atti contro l’ambiente sono fondamentali, spesso risolutive, chiediamo di continuare a contattare il numero verde 800911856 dell’Osservatorio istituito dalla Regione Lazio su progetto di Legambiente Lazio”.






Bad Behavior has blocked 49 access attempts in the last 7 days.

Chiudi
Invia e-mail