Il ponte ferroviario sul fiume Aniene intitolato alla memoria di Ugo Forno

7 06 2010

ponteforno.gifCoraggioso dodicenne che a costo della vita difese il ponte in ferro sull’Aniene mettendo in fuga gli invasori nazisti”. È quanto si legge sulla targa in marmo che è stata scoperta sabato 5 giugno 2010 – su iniziativa dell’Anpi provinciale di Roma, di Legambiente Lazio e di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) – sull’opera ferroviaria lungo la pista ciclabile dell’Aniene.
Il 5 giugno del 1944, esattamente 66 anni fa, lo scolaro “Ughetto” – come lo chiamavano i suoi compagni di classe della II B alla media “Settembrini” del quartiere Trieste – si mise alla testa di un drappello di giovanissimi civili italiani per contrastare l’azione dei guastatori delle retroguardie tedesche. Grazie al suo intervento, il ponte ferroviario sull’Aniene – sul quale oggi passano i Frecciarossa dell’Alta Velocità – fu salvato dalla distruzione. Mentre nel centro della città i romani già festeggiavano la Liberazione insieme alle truppe alleate, l’eroe bambino Ugo Forno veniva ucciso da un colpo di mortaio, divenendo l’ultimo martire della Resistenza romana.
A scoprire la targa sono stati il coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente Maurizio Gubbiotti, la direttrice di Legambiente Lazio Cristiana Avenali, il segretario dell’Anpi di Roma Ernesto Nassi e Silvio Gizzi Direttore territoriale Produzione Roma di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS). Alla cerimonia di intitolazione del ponte, insieme ai famigliari di Ugo Forno, erano presenti molti cittadini, una delegazione di alunni della media “Settembrini” e una rappresentanza del circolo Anpi presso l’Istituto Superiore di Sanità dedicato a Ugo Forno.
“Credo che oggi valori come libertà, democrazia, partecipazione e solidarietà debbano essere richiamati in maniera forte, per questo credo sia indispensabile la difesa e la ricerca della memoria – ha detto Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente – è particolarmente significativo che chi passa sulla pista ciclabile dell’Aniene possa conoscere la storia di Ugo Forno”. Ricordando la pulizia della targa posta al parco Nemorense con la sistemazione di un’aiuola attorno, Gubbiotti ha annunciato anche che in meno di un mese sono state raccolte oltre mille firme (anche attraverso il sito www.ugoforno.it) per sostenere la petizione che chiede al Presidente della Repubblica il riconoscimento di una ricompensa al Valore Civile alla memoria di Ugo Forno.
”Ricordare il più giovane dei martiri della Liberazione della Capitale – ha detto Ernesto Nassi, segretario dell’Anpi provinciale – significa ricordare un esempio importante della grande partecipazione popolare alla Resistenza romana e tenere viva la memoria di quei giorni. In questo senso sono inaccettabili gli annunciati tagli dei finanziamenti statali al Museo della Liberazione di via Tasso, struttura preziosa proprio per coinvolgere le nuove generazioni. E appare come una vera follia l’episodio avvenuto alla scuola media ‘Belli’, dove la preside ha richiamato alunni della stessa età di Ugo Forno perché avevano cantato ‘Bella Ciao’. Episodi come questi ci spingono a batterci ogni giorno per difendere i valori della Resistenza”.
“Le Ferrovie dello Stato hanno accolto con piacere la richiesta di dedicare il ponte a ‘Ughetto’ – ha concluso Silvio Gizzi, Direttore territoriale Produzione Roma di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) – ma il nostro è solo un piccolo gesto davanti a tanto eroismo. L’avvenimento centrale di questa giornata è il sacrificio di un ragazzo di appena 12 anni che ha difeso la ferrovia a costo della vita. A distanza di 66 anni questo ponte è ancora importante, come aveva anche intuito il giovane Ugo che lo ha salvato dalla distruzione nazista. Grazie a un eroe bambino del passato oggi il ‘Ponte Forno’ è un punto nevralgico dell’Alta Velocità, espressione del futuro, su cui corrono i Frecciarossa”.



Lanciata la petizione per una ricompensa al Valore Civile alla memoria di Ugo Forno

25 04 2010

nemorense1.jpgDalla lapide che a Parco Nemorense ricorda lo “studente romano caduto per la libertà” il 5 giugno del 1944, a soli 12 anni, Legambiente Lazio e ANPI di Roma e Lazio hanno lanciato oggi una petizione indirizzata al Presidente della Repubblica con la proposta di una ricompensa al Valore Civile alla memoria di Ugo Forno. Con forte spirito di iniziativa e raro coraggio “Ughetto”, come veniva chiamato dagli amici, si mise alla testa di un drappello di giovanissimi che, nonostante le forze impari, ostacolò i guastatori nazisti che durante la ritirata stavano minando un importante ponte in ferro sul fiume Aniene. Mentre nelle piazze del centro la folla salutava gli anglo-americani, Ugo Forno moriva colpito da un proiettile di mortaio ed era l’ultimo martire della Resistenza romana. Esempio incomparabile, per i giovani ma non solo, di chi non volle far finta di non vedere.

All’incontro a Parco Nemorense – durante il quale è stata annunciata anche l’attivazione del sito di documentazione ugoforno.it che raccoglierà anche le firme per la petizione – erano presenti Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente; Stefano Valentini, presidente del Circolo Anpi “Ugo Forno”; Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio; Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio; Giampaolo Celani, consigliere del Municipio II; Felice Cipriani, scrittore; Fabrizio Forno, parente di Ugo.



I volontari di “Insieme per Gubbiotti” puliscono la targa dedicata a Ugo Forno

1 04 2010

nemorense.jpgLe elezioni regionali sono passate, ma i volontari di “Insieme per Maurizio Gubbiotti” - coordinatore nazionale della segreteria di Legambiente - hanno deciso di proseguire le iniziative concrete e pacifiche di disobbedienza civile che hanno caratterizzato tutta la campagna elettorale di Gubbiotti nelle scorse settimane. Oggi sono entrati in azione a Parco Nemorense nel quartiere Trieste per pulire la targa imbrattata dagli spray dedicata allo studente Ugo Forno, ripassarne la scritta e realizzare intorno alla lapide una aiuola fiorita.
 

Così Cesare De Simone nel libro “Roma città prigioniera” descrive la figura del 12enne Ugo Forno, “l’ultimo partigiano caduto a Roma”:

Dopo la strage dei 14 prigionieri, caricati sull’ultimo convoglio di SS partito da Via Tasso e assassinati a La Storta, restano ancora a Roma le retroguardie tedesche composte di guastatori che hanno l’ordine di far saltare i ponti che aprono la via al Nord.
Ugo Forno abita su via Nemorense, è un ragazzino intelligente e vivace. Ha seguito con passione le vicende della Roma occupata dai nazisti. Ha capito quale posta in gioco contrappone nazisti e fascisti da una parte e tutti i loro nemici dall’altra. È consapevole, cresciuto idealmente e non gioca a fare la guerra, vi partecipa da volontario, si arma con le armi abbandonate dai tedeschi. Si unisce ad un gruppo di giovanissimi e li guida dove ha visto i tedeschi che stanno piazzando le mine per far saltare il ponte di ferro sull’Aniene.
In sei, contro un numero molto maggiore di guastatori, impegnano in battaglia i nazisti che, scoraggiati, abbandonano in fretta il ponte prima dell’arrivo delle avanguardie anglo-americane. Fuggendo, si coprono le spalle con un fuoco di sbarramento di mortai. Tre giovani sono colpiti gravemente: Francesco Guidi, Luciano Curzi e Sandro Fornari. Ugo Forno, che continua a sparare con il mitra, è l’ultimo ad essere colpito, al petto e sulla testa. Crolla a terra morto, mentre i tedeschi già fuggono, abbandonando micce ed esplosivo.

 

Video dell’iniziativa
 


 

Fotografie dell’iniziativa
(Cliccare sulle immagini per vederle ingrandite)

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