I volontari di “Insieme per Gubbiotti” puliscono la targa dedicata a Ugo Forno
1 04 2010
Le elezioni regionali sono passate, ma i volontari di “Insieme per Maurizio Gubbiotti” - coordinatore nazionale della segreteria di Legambiente - hanno deciso di proseguire le iniziative concrete e pacifiche di disobbedienza civile che hanno caratterizzato tutta la campagna elettorale di Gubbiotti nelle scorse settimane. Oggi sono entrati in azione a Parco Nemorense nel quartiere Trieste per pulire la targa imbrattata dagli spray dedicata allo studente Ugo Forno, ripassarne la scritta e realizzare intorno alla lapide una aiuola fiorita.
Così Cesare De Simone nel libro “Roma città prigioniera” descrive la figura del 12enne Ugo Forno, “l’ultimo partigiano caduto a Roma”:
Dopo la strage dei 14 prigionieri, caricati sull’ultimo convoglio di SS partito da Via Tasso e assassinati a La Storta, restano ancora a Roma le retroguardie tedesche composte di guastatori che hanno l’ordine di far saltare i ponti che aprono la via al Nord.
Ugo Forno abita su via Nemorense, è un ragazzino intelligente e vivace. Ha seguito con passione le vicende della Roma occupata dai nazisti. Ha capito quale posta in gioco contrappone nazisti e fascisti da una parte e tutti i loro nemici dall’altra. È consapevole, cresciuto idealmente e non gioca a fare la guerra, vi partecipa da volontario, si arma con le armi abbandonate dai tedeschi. Si unisce ad un gruppo di giovanissimi e li guida dove ha visto i tedeschi che stanno piazzando le mine per far saltare il ponte di ferro sull’Aniene.
In sei, contro un numero molto maggiore di guastatori, impegnano in battaglia i nazisti che, scoraggiati, abbandonano in fretta il ponte prima dell’arrivo delle avanguardie anglo-americane. Fuggendo, si coprono le spalle con un fuoco di sbarramento di mortai. Tre giovani sono colpiti gravemente: Francesco Guidi, Luciano Curzi e Sandro Fornari. Ugo Forno, che continua a sparare con il mitra, è l’ultimo ad essere colpito, al petto e sulla testa. Crolla a terra morto, mentre i tedeschi già fuggono, abbandonando micce ed esplosivo.
Video dell’iniziativa
Fotografie dell’iniziativa
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Tag:Decoro urbano, Memoria, Parchi urbani, Resistenza
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“Contrasteremo con forza il progetto presentato al Campidoglio da una cordata privata per la realizzazione di un grande albergo all’interno della struttura di Forte Antenne, sulla vetta più alta del parco di Villa Ada. Non è pensabile che beni patrimoniali così rari e importanti per la collettività siano svenduti agli speculatori solo per ‘fare cassa’. Per la cintura degli ex forti militari del ‘Campo trincerato’ di Roma è necessario invece studiare un piano di riutilizzo compatibile e condiviso che privilegi le finalità sociali e culturali”. È quanto afferma Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio.