Gubbiotti: già pronta una legge regionale per il No definitivo del Lazio al nucleare

23 03 2010

nonuke.jpg“Una delle prime leggi che presenterò se eletto in Consiglio regionale riguarderà la preclusione per il territorio del Lazio all’installazione di centrali e impianti per lo sfruttamento dell’energia nucleare. Puglia, Basilicata e Campania lo hanno già fatto. Attendiamo poi con fiducia la pronuncia della Corte Costituzionale sul ricorso presentato dalla Regione Lazio contro la ‘delega nucleare’ al Governo che vuole imporre la localizzazione delle centrali schiacciando le competenze delle Regioni e ignorando le scelte dei cittadini”. È quanto afferma Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio, nel giorno in cui entra in vigore il decreto del governo sui siti nucleari.“La mia proposta di legge ha due articoli – spiega Gubbiotti – e si richiama alle norme costituzionali e a quelle del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, prevedendo che il territorio della Regione Lazio sia precluso all’installazione di impianti di produzione di energia elettrica nucleare, di fabbricazione del combustibile nucleare, di stoccaggio del combustibile irraggiato e dei rifiuti radioattivi, nonché di depositi di materiali e rifiuti radioattivi”.

“Il ritorno al nucleare, deciso dal Governo Berlusconi, sarebbe solo un costoso regalo alla lobby dell’atomo, con tutti i rischi e i pericoli che ben conosciamo e con un prevedibile aggravio delle bollette –conclude Gubbiotti - La strada da seguire è quella delle energie rinnovabili dove anche nella nostra regione negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, come testimoniano i numeri del rapporto sui Comuni rinnovabili presentato da Legambiente e GSE, grazie ad un aumento significativo degli stanziamenti. L’energia va prodotta e usata meglio, creando nuova occupazione ‘verde’ attraverso risparmio, efficienza e, appunto, fonti rinnovabili: un percorso che va sostenuto con investimenti e certezze per le imprese e le associazioni del settore. Sul nucleare cade anche l’asino della candidata del centrodestra nel Lazio Renata Polverini che, con insostenibile doppiezza, è allineata a livello nazionale con il via libera alle centrali ma, per evitare di perdere consenso elettorale, sostiene che non le vuole nel Lazio. Pronta a ripensarci all’indomani del voto”.



Incontro con imprese e associazioni impegnate nelle energie rinnovabili

16 03 2010

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Energie rinnovabili e occupazione verde contro il ritorno dello spettro nucleare

13 03 2010

nonuke.jpg“Le priorità del Lazio e dell’Italia sono quelle di trovare soluzioni rapide ed efficaci per contrastare i cambiamenti climatici e, nel contempo, dare sbocco alla crisi occupazionale. In questo senso il ritorno del nucleare non è assolutamente una risposta, ma solo un costoso regalo alla lobby dell’atomo, con tutti i rischi e i pericoli che ben conosciamo e con un prevedibile aggravio delle bollette”. È quanto afferma Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente e candidato nella lista dei ‘Verdi per Bonino’ alla Regione Lazio, in occasione del ‘No Nuke Day’ promosso oggi dal Sole che ride.

“La strada da seguire è quella delle energie rinnovabili – prosegue Gubbiotti – dove anche nella nostra regione negli ultimi anni abbiamo ottenuto risultati importanti, grazie ad un aumento significativo degli stanziamenti. L’energia va prodotta e usata meglio, creando nuova occupazione ‘verde’ attraverso risparmio, efficienza e, appunto, fonti rinnovabili: un percorso che va sostenuto con investimenti e certezze per le imprese e le associazioni del settore che incontrerò mercoledì 17 marzo, alle 16.30, nella sala Upter in via IV Novembre 157”.

“Sul tema nucleare – conclude Gubbiotti – cade anche l’asino della candidata del centrodestra nel Lazio Renata Polverini che, con una vergognosa quanto insostenibile doppiezza, è allineata a livello nazionale con il via libera del governo Berlusconi alle centrali ma, per evitare di perdere consenso elettorale sul territorio, sostiene che non le vuole nel Lazio. Pronta a ripensarci all’indomani del voto”.






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