Acea, Legambiente: “La legge del Referendum è l’unica che Alemanno deve rispettare”

27 04 2012

“Non si può cedere il controllo di Acea ai privati come se erogasse un servizio qualsiasi”

La vendita di Acea è al centro del dibattito che ha visto confrontarsi Legambiente da un alto e i consiglieri comunali e i rappresentanti dei Municipi dall’altro. “Stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici della Capitale”: è questo il titolo dell’incontro di questa mattina presso la sala dei Gruppi consiliari, in via delle Vergini. Legambiente ha promosso l’appuntamento mentre l’Assemblea capitolina sta discutendo il bilancio di Roma Capitale, nel quale è prevista la vendita di una quota comunale del 21% della società che gestisce l’acqua nella Capitale e la costituzione di una holding per tutti gli altri servizi pubblici locali quali trasporti, rifiuti, cultura, anche in questo caso con l’obiettivo esplicito di una futura cessione di quote ai privati. L’associazione ambientalista, per bocca del presidente Lorenzo Parlati e della direttrice, Cristiana Avenali, ricorda come l’acqua sia “un bene essenziale per vivere”, per questo “non si può cedere il controllo di Acea ai privati come se erogasse un servizio qualsiasi, non c’è nessun obbligo di legge che lo preveda, anzi - ricordano Parlati e Avenali - le norme dicono chiaramente il contrario per rispondere alla volontà espressa dai cittadini con il voto di pochi mesi fa, la legge del referendum è l’unica che davvero il Sindaco deve rispettare. Già negli scorsi anni, l’ingresso dei privati in Acea non ha evidenziato benefici, anzi sono diminuiti gli investimenti programmati e realizzati dalla società e la gestione dell’acquedotto è la peggiore in Italia per le perdite di rete per chilometro”. Legambiente non ha dubbi: “Altro che privatizzazione, Acea deve tornare totalmente in mano pubblica, serve una discussione vera, al di là delle logiche di partito.”

Secondo Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, occorre fare “attenzione alle ripercussioni che avrebbe la vendita di Acea nelle altre parti d’Italia dove la società gestisce importanti servizi idrici . Negli scorsi anni - avverte - le logiche dei privati hanno già spinto l’azienda in avventure assurde, come quella della telefonia che ha comportato seri danni o quella del gas per la quale quale è in corso un arbitrato. Per un servizio pubblico come questo va ascoltata la volontà degli italiani espressa nei referendum e imboccata la strada di una nuova gestione pubblica e partecipata. E’ questa la direzione nella quale stanno andando i movimenti in tutto il mondo e già scelta da alcune importanti realtà municipali come Parigi, sarebbe assurdo che Roma privatizzasse“



Earth Day, Legambiente: stop alla vendita di Acea, blitz con raccolta firme ai Fori Imperiali.

24 04 2012

 foto-mg.jpgBlitz di Legambiente contro la vendita dell’acqua di Acea in occasione della Giornata Mondiale della Terra. A Via dei Fori Imperiali, sotto al Campidoglio, con lo striscione “Acqua pulita, acqua di tutti, acqua bene comune”, i volontari hanno distribuito centinaia di volantini, per chiedere lo stop alla vendita di Acea e dei servizi pubblici locali, anche in vista della manifestazione cittadina del prossimo 5 maggio.
“E’ importante richiamare il diritto di accesso all’acqua come diritto universale, proprio nei festeggiamenti della Giornata della Terra -ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente-. Nel mondo ci sono migliaia di persone che vivono in paesi con stress idrico, più di un miliardo di uomini e donne nel pianeta non ha accesso all’acqua potabile e il numero è in crescita esponenziale, mentre 2,6 miliardi mancano di una rete fognaria di base. In Italia si devono rispettare i risultati del referendum, a partire dai Comuni, è incredibile che proprio mentre si svolgeva il Forum alternativo dell’acqua a Marsiglia che ha rivendicato il diritto all’accesso all’acqua per tutti, Alemanno abbia proposto una nuova privatizzazione dell’acqua a Roma.”
“Stop ad Alemanno, nessun obbligo impone di vendere un altro pezzo dell’acqua di ACEA, anzi farlo andrebbe contro la volontà dei cittadini che si sono espressi con chiarezza nei referendum -hanno affermato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, e Cristiana Avenali, direttrice di Legambiente Lazio-. Dopo il successo referendario, i cittadini devono tornare protagonisti per vincere di nuovo, informando tutti della scellerata proposta del Campidoglio. Vanno anche evidenziate tutte le bugie che si dicono, le voci del bilancio dimostrano con chiarezza che la vendita di Acea non darà nessuna spinta all’economia e anzi gli utili per le casse comunali sarebbero destinati a coprire la malagestione di questi anni, visto che per larga parte servirebbero a pagare un pezzo della metro C. La discussione di questi giorni sul bilancio rischia anche di far cadere in mano ai privati la gestione di altri servizi della Capitale, tra multinazionali, sceicchi e palazzinari noti: oltre all’acqua, infatti, a rischio sono tutti i servizi pubblici locali, visto che il Comune vorrebbe anche costituire una holding per le società dei trasporti, rifiuti, cultura, ecc, per poi cederne una quota ai privati.”

Negli scorsi giorni Legambiente aveva scovato nel bilancio i conti nascosti del Campidoglio, scoprendo che dall’alienazione del 21% di Acea il Comune si aspetta di incassare 200 milioni, dei quali ben 150 sarebbero spesi per la metro C, altri 35 milioni finirebbero a una non meglio specificata “Manutenzione Straordinaria” in capo al Dipartimento Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione urbana, mentre 3,7 milioni servirebbero per il restauro del Mausoleo di Augusto, 4 per la Prenestina bis e addirittura 7,3 milioni sarebbero trasferiti alla stessa Acea per investimenti. Proposte inaccettabili, da respingere al mittente.

Legambiente con il Coordinamento Romano Acqua Pubblica e tanti altri continuerà a organizzare mobilitazioni e iniziative nei prossimi giorni, verso la manifestazione cittadina del prossimo sabato 5 maggio. Prossimo appuntamento nella mattinata di giovedì 26 aprile, quando Legambiente ha invitato a un incontro tutti i Consiglieri comunali, sia di opposizione che di maggioranza, che vogliano discutere di come respingere queste scelte assurde.

Roma, 22 Aprile 2012



Verso il summit Onu Rio+20: un’economia più ecologica e solidale per una giustizia climatica e sociale

20 04 2012

Festa dell’Economia Solidale del DES Alt(r)oTirreno

Pisa - piazza Santa Caterina

Sabato 5 maggio - dalle ore 15.00 alle 16.45

Partecipano:

Maurizio Gubbiotti - coordinatore nazionale Legambiente

Oriella Savoldi - Responsabile dipartimento Ambiente e territorio CGIL

Marco Balconi - Distretto di Economia Solidale della Brianza

modera: Alberto Zoratti - Fair e Distretto di Economia Solidale Altrotirreno






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