“Che tempo che fa”, due giorni in vista del vertice sul clima di Cacun

4 12 2010

pace.jpgEcco le proposte del movimento ambientalista
 

Si è tenuta a Roma, alla Città dell’Altra Economia, “Che tempo che fa”, una due giorni di formazione e informazione su cambiamenti climatici, economia e lavoro. Un confronto - organizzato da Amici dei Popoli, Fair, Fiom, Università Luiss e i due consorzi di ong europee Partnership for Change e Creating Coherence on trade and development, con il sostegno della Commissione Europea - per analizzare le ragioni che legano a doppio filo due fenomeni apparentemente lontani come la crisi del lavoro e quella ambientale e capire la crisi del nostro modello di sviluppo. All’appuntamento ha partecipato Maurizio Gubbiotti, responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente, per esporre le proposte che il movimento ambientalista si appresta a portare a Cancun.
 

“La crisi climatica - ha detto Gubbiotti - sta accelerando e va combattuta con forza e concretezza. Ci auguriamo fortemente che alla conferenza sul clima di Cancun, che si aprirà nei prossimi giorni, vengano finalmente poste basi reali per un cambiamento di rotta e una vera lotta alle emissioni climalteranti. Con impegni vincolanti e chiari obiettivi di riduzione per i paesi industrializzati, ma anche con un nuovo protocollo che ridefinisca la posizione di Cina, India e Brasile e delle economie emergenti, indicando, anche, le azioni che i paesi in via di sviluppo intendono mettere in pratica per limitare la crescita delle emissioni prevista nei prossimi dieci anni. Solo così sarà possibile invertire una tendenza che vede aggravarsi la situazione di intere popolazioni e di vasti territori, in particolare del Sud del mondo, che per primi stanno pagando il prezzo drammatico dell’innalzamento delle temperature, del livello del mare e dell’intensificazione di fenomeni meteorologici estremi”.
 

“Oltre a provocare crisi ambientali i mutamenti climatici aggravano le disuguaglianze tra paesi e quelle sociali – ha proseguito il responsabile del dipartimento internazionale di Legambiente - Così, se il vertice di Copenaghen, un anno fa, è stato un’occasione persa nella lotta al cambiamento climatico (perché si è chiuso senza impegni vincolanti per la riduzione delle emissioni e senza scadenze precise per la sottoscrizione di un nuovo trattato internazionale) è vero anche che l’appuntamento ha dato un chiaro segnale del coinvolgimento della società civile e della sua preoccupazione per le conseguenze del riscaldamento del pianeta. Per la prima volta, una Conferenza Onu sul clima ha visto la partecipazione di decine di migliaia di persone e centinaia di organizzazioni ambientali e sociali da ogni parte del mondo. Tante persone diverse a chiedere di partecipare con responsabilità e attenzione al processo decisionale sul futuro del pianeta”.
 

“I governi – ha concluso Gubbiotti - hanno il dovere di rispondere. Dobbiamo spingerli a rispettare gli impegni presi e ad attuare soluzioni adeguate. A cominciare dai paesi industrializzati, che sono i maggiori responsabili della situazione attuale e che, entro il 2020, devono ridurre i gas serra almeno del 40% rispetto ai livelli del 1990. E su questo fronte, l’Europa non deve abbandonare la sua leadership, ma continuare a puntare con forza, nonostante le difficoltà, sullo sviluppo delle fonti rinnovabili e il potenziamento dell’efficienza energetica”.



Chiude in Calabria la V edizione di Castelli di Pace

5 08 2010

castelli.jpgIl Festival promosso da Legambiente insieme a Acli, Anci, Arci, Focsiv, Azzeroco2 e Kyoto Club, Rete comuni solidali, Rete comuni virtuosi, Enti locali per la pace e Tavola per la pace

Si chiude oggi nello splendido scenario del lato calabrese dello Stretto di Messina, nel piccolo comune di Campo Calabro, la quinta edizione del Festival nazionale di Castelli di Pace dedicato all’intreccio tra pace e sostenibilità ambientale, promosso da Legambiente insieme a Acli, Anci, Arci, Focsiv, Azzeroco2 e Kyoto Club, Rete comuni solidali, Rete comuni virtuosi, Enti locali per la pace e Tavola per la pace.

Il festival oltre a concerti, degustazioni, spazi per i bambini e presentazione di libri su storie calabresi, come il Caso Valarioti e Avvelenati, ha ruotato, negli incontri centrali, sul tema “Ambiente, Lavoro, Legalità: le proposte per il Sud e da Sud per fare l’Italia unita e più forte” per far avanzare proposte alla politica nazionale e regionale.

Uno spazio, gestito attraverso la formula dell’intervista, che chiuderà stasera il festival con il confronto tra il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti e giornalisti, insieme ad autorevoli personalità del mondo associativo, ambientalista, economico e culturale come: Maurizio Gubbiotti, Coordinatore Segreteria nazionale di Legambiente; Manuela Iatì, giornalista di Sky Tg24; il senatore Francesco Ferrante, responsabile Politiche per i Cambiamenti Climatici Pd; Francesco Pugliano, assessore regionale all’Ambiente e Luigi Famiglietti, Sindaco di Frigento e Andrea Casile, Sindaco di Bova.

“I dati e le analisi presentati nel Rapporto Svimez di quest’anno documentano un processo di deterioramento in atto nel Mezzogiorno, a livello di capitale fisso, sociale e produttivo - ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, Coordinatore della Segreteria nazionale di Legambiente - Un declino in corso da un decennio, e aggravatosi nell’attuale fase di crisi, che ostacola il processo di adeguamento competitivo di tale area ed accresce le condizioni di fragilità delle sue strutture produttive. Ma molte sono le esperienze innovative di gestione del territorio che stanno tracciando la strada della riscossa del Sud, portate avanti da amministrazioni capaci come quelle della rete di Castelli di Pace quali il comune siciliano di Castelbuono che in tempi di crisi vede crescere le proprie economie locali attraverso la difesa del paesaggio e della vocazione turistica del territorio ma anche con l’introduzione del porta a porta a dorso di asino ripreso da tutte le testate internazionali”.

In questa ottica proprio in quest’anno, in cui si celebrano i 150 anni dell’Unità nazionale, la tre giorni di Castelli di Pace di Legambiente ha contribuito a sviluppare un’analisi di sistema nella quale il Mezzogiorno sia parte di un disegno complessivo di interesse nazionale per tornare a ragionare sul se e su come da Sud possa proporsi, in analogia a quanto avvenne negli anni della ricostruzione post-bellica, una fondamentale azione di rigenerazione dell’economia e della società italiana. “Cogliere tali opportunità richiede però innovazioni istituzionali nel Sud e per il Sud come un’attuazione del federalismo fiscale costituzionalmente orientata dove solidarietà, interdipendenza e cooperazione siano centrali, un risveglio di coscienza civile con un protagonismo associativo e delle realtà di volontariato sempre più forte - ha concluso Maurizio Gubbiotti - una nuova strategia di politica economica che, in coerenza con le esigenze di stabilità finanziaria, ponga le basi per un rilancio della crescita dell’intero Paese”.

Anche quest’anno il festival è stata l’occasione per incontrarsi della rete dei piccoli comuni di Castelli di Pace composta da oltre 70 amministrazioni a cui si sono unite in questi giorni i comuni calabresi di Bianco, Samo, Feroleto della Chiesa, Ferrazzano e Bova, oltre al comune di Castelbuono, quello irpino di Frigento.



Tante persone e centinaia di ‘facciamo pace’. Il nostro è con la madre Terra

16 05 2010

marciapace.jpg“C’erano tanti ‘facciamo pace’ oggi tra le oltre centomila persone che sono intervenute con entusiasmo alla Marcia della Pace, un appuntamento sempre molto sentito e un’occasione importante per la società civile di dimostrare solidarietà e voglia di giustizia. Il ‘facciamo pace’ di Legambiente, che abbiamo portato in tutte le iniziative organizzate dentro la Tavola della Pace, è quello con la madre Terra, perché riteniamo che oggi le crisi ambientali e in primis quella climatica, rappresentino le vere cause di ingiustizia nel mondo. Solo riconquistando un rapporto di pace con la Terra e dunque rispettandola, cambiando il modello energetico e puntando sulle fonti rinnovabili, possiamo affrontare le tantissime ingiustizie che oggi vedono 6 milioni di persone diventare profughi ambientali”. Questo il commento di Maurizio Gubbiotti, coordinatore della segreteria nazionale di Legambiente, dalla Marcia per la Pace Perugia-Assisi.






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